PBN SEO: Sono ancora un’opzione valida nel 2018?

PBN, private blog network approfondimento ufficiale SEO

Te lo dico subito: La link Building va fatta fare ai professionisti.

Improvvisando tecniche come quella di cui ti sto per parlare le probabilità di rovinare per sempre il trust del tuo sito è davvero dietro l’angolo.

Ciò nonostante voglio condividere con te una delle tecniche più potenti ed utilizzate di sempre in ambito SEO.

Oggi ti parlo in maniera “semplice e introduttiva” di una tecnica SEO molto utilizzata che ha origini molto lointane, parliamo dei Private Blog Network (PBN), ovvero dei blog di network privati, qualcosa che non ti verrà mai detto durante una consulenza SEO .

Mai sentito parlare?

Davvero mi vuoi dire che tu, nel 2018, non sai cosa sia un PBN?

Beh, allora benvenuto nel mondo reale e tetro del consulente SEO, ovvero in quel sottobosco di siti tirati su a forza da degli esperti di ottimizzazione off page con l’unico scopo di fare link building verso un preciso sito principale.

Volevi una prova che i SEO, quando si parla di tecniche per aumentare le visite al sito sotto sotto, sono delle brutte persone? Non riuscivi a capire perché Google continua a costruire nuovi algoritmi per complicare la vita a chi si occupa di ottimizzazione? Ecco, le PBN sono un buon punto di partenza per capire che i SEO in realtà sono delle brutte persone. Sì, i SEO sono quelli che finiscono la carta igienica e non la sostituiscono, quelli che raccontano ai bimbi che Babbo Natale non esiste – e neppure la Befana – quelli che su Facebook non mettono mai un like sulle tue foto e sui tuoi post, e sì, sono anche quelli che costruiscono le PBN per migliorare il posizionamento di un sito web.

Insomma, l’esperto SEO è quella persona che non vorresti mai veder all’altare con tua figlia. Però… ecco, però qualcosina di utile, tra le tecniche oscure dei SEO, potrebbe tornarti davvero utile. E sì, persino le PBN possono tornarti maledettamente utili – con le dovute precauzioni. Ma iniziamo dall’inizio: cosa sono, e come funzionano le PBN?

Cosa sono le PBN – Private Blog Network?

SEO pbn private blog network

Occhei: le PBN sono dei network di siti web – blog ma non solo – utilizzati solo ed esclusivamente per produrre dei link strategici verso un portale di valore, così da pompare il suo posizionamento organico sui motori di ricerca. Insomma, qualcosa che va decisamente oltre i regolamenti di Google, che – giustamente – vorrebbe che i link fossero tutti naturali.

Ma perché? Beh, ovvio: perché Google e gli altri motori di ricerca tengono di grandissimo conto i link in entrata di un sito per decidere la sua importanza e, di conseguenza, il suo posizionamento. In linea generale, più sono i link di valore che il tuo sito web possiede, migliore sarà il suo posizionamento su Google.

Solitamente, per costruire una PBN – ipotizziamo: una rete di 10 siti – non si creano ‘dal nulla’ 10 sitarelli su WordPress. No, si tende invece ad acquistare dei domini già esistenti, con un certa storia alle loro spalle e una buona Domain Authorithy.

Quando si parla di link building, non ci si deve mai scordare che un link proveniente da un sito di grande valore può valere più di 100 link provenienti invece da siti anonimi e malvisti dal motore di ricerca.

In molti casi, per esempio, per costruire una PBN efficace si vanno a raccogliere dei domini scaduti, ovvero degli expired domain di secondo livello che, alla data di scadenza, non sono stati rinnovati dal titolare precedente.

Immagina che il sito della Apple scadesse domani e che nessuno lo andasse a rinnovare.

Ti chiedo: secondo te tutti i trilioni di utenti che hanno messo un link verso il sito della Apple andrebbero a toglierlo? Non credo proprio. Il domino scaduto continuerebbe dunque a conservare tantissimi link in entrata pur non essendo più online.

Ora immagina di acquistare tu quel dominio. Sai che ne sarebbe di tutti quei link? Sarebbero tuoi, tutti dannatamente tuoi. Riesumando quel dominio e tirandoci su un sitarello avresti tra le mani un potentissimo strumento da utilizzare per posizionare il tuo sito preferito con le keyword che ti pare!

Ecco, ora sai pressapoco cosa è una PBN. Ma… nel 2018, tenendo conto degli algoritmi sempre più intelligenti di Google, da Penguin in poi, vale ancora la pena costruire dei Private Blog Network?

Quali sono i vantaggi, e quali, invece, gli svantaggi?

I 3 grandi svantaggi delle PBN

Vista la delicatezza – sì, il perché lo capirai tra poco – di questa tecnica, anziché dai vantaggi, voglio partire dagli svantaggi delle PBN. Sei pronto a scoprire perché non dovresti costruire una PBN per la tua strategia di link building?

Svantaggio 1: Il costo

Il primo e non trascurabile svantaggio del costruire una PBN è certamente costituito dal costo relativo alla creazione e al mantenimento di un tale network di siti. Ovviamente le cifre possono cambiare di caso in caso, a seconda degli obiettivi, del settore e ovviamente del budget a propria disposizione.

Ma pensiamo in piccolo: ipotizziamo che tu voglia costruire una PBN di 10 siti web. Ecco, mettiamo che l’acquisto di ogni singolo sito ti costi, in media, 100 euro. A questi, tra il servizio di hosting e la creazione di contenuti, come minimo, dovresti aggiungere una cinquantina di euro. La più semplice delle PBN, fatto partendo da domini con una certa Domain Authorithy, ti potrebbe costare 1.500 euro, come se nulla fosse – e con il minimo indispensabile di contenuti.

I soldi necessari, dunque, costituiscono il primo fondamentale svantaggio del creare una PBN. Passiamo al secondo?

Svataggio 2: Il tempo (mannaggia a lui)

Ok, i soldi sono la prima variabile importante da considerare. Poi..beh, poi c’è il tempo. Creare una PBN, infatti, può richiedere parecchie ore. Quanto puoi impiegare anche solo per trovare i domini da acquistare – ovvero analizzarli uno a uno per poi decidere che i benefici sono maggiori alle eventuali penalizzazioni?

Te lo dico: il tempo richiesto, anche solo per questa prima fase, può essere davvero molto. Anche perché una cosa come 29 siti su 30 sui quali metterai gli occhi, molto probabilmente, saranno da scartare.

Un dato su tutto per farti capire di cosa stiamo parlando: sarebbe inutile, o quasi, acquistare dei domini con una Domain Authority (parametro ricavato con il tool Majestic) inferiore a 15.

Ecco, così, a naso, in media, potresti spendere circa una decina di ore solo per individuare e quindi acquistare i 10 domini. Poi, però, dovrai anche riordinarli, rimetterli online e svilupparli, creando dei contenuti ad hoc.

Non prendere questo passaggio alla leggera: qui, infatti, dovrai occuparti dei servizi di hosting, scrivere nuovi contenuti in linea con le tue esigenze, installare plugin, fare qualche modifica grafica per farli sembrare dei siti normali, e persino creare degli account social per dare una parvenza di realtà alla tua PBN.

Potresti anche essere velocissimo, ma a mio avviso non te la potresti cavare con meno di 4 ore per ogni sito (ora su, ora giù). Dunque, in totale, siamo arrivati sulle cinquanta ore circa, per avere 10 siti web al tuo servizio. E tutto questo è vero nel migliore dei casi, senza calcolare quindi problemi o contrattempi di qualche tipo a livello di host. Ma voglio essere ottimista: sul piatto, ora, abbiamo 1.500 euro di spese vive e 50 ore del nostro lavoro. Insomma, mica poco, no?

Stiamo dunque parlando di investimenti potenzialmente molto, molti importanti. Prima di farli, beh, ti suggerisco di calcolare per bene il ROI (Return on Investment) e il ROT (Return on Time) della tua PBN.

Svataggio 3: Il ROI del tuo PBN: le parole ai numeri

Occhei, ipotizziamo che io voglia posizionarmi nelle prime posizioni per la keyword ‘Cacciatori di teste Roma’.

Ipotizziamo che tale parola chiave attiri 3.000 ricerche al mese. Ipotizziamo inoltre che, da una prima veloce analisi dei competitor, i siti che compaiono in prima pagina per questa ricerca vantino in media 90 linking root domains.

Cosa ti dice questa analisi?

Beh, prima di tutto ti dice che quella parola chiave ha certamente del valore. Poi ti dice anche che, spannometricamente parlando, per aspirare alla prima pagina, dovresti puntare ad avere circa 90 domini che puntano verso il tuo sito web.

Non sto parlando di una scienza esatta – stiamo pur sempre discutendo degli imperscrutabili algoritmi di Google, no? – ma è pur sempre vero che, più o meno, se volessi arrivare in prima pagina servendoti principalmente del tuo PBN, beh, dovresti poter contare su circa una novantina di siti.

Proprio così: dovresti individuare, acquistare, sviluppare e personalizzare 90 domini scaduti. E non è tutto qui. Nel caso in cui nella prima pagina di Google compaiono dei siti web che in media vantano dei link da dei siti con una Domain Authority di 20, beh, tu non dovresti – non potresti – fare di meno.

Ma quali dati ti servono nello specifico per predire il ROI della tua PBN? Beh, ti serve sapere il CTR per ogni posizione sulla SERP, così come il tasso di conversione medio, la rendita per ogni conversione e via dicendo. Il tutto, poi, dovrà essere confrontato con il costo approssimativo per l’acquisto e lo sviluppo di ogni singolo sito della tua PBN, tempistiche comprese.

Quello che dovresti fare, dunque, è creare una bella tabellina in cui riassumere tutti i dati relativi ad una determinata parola chiave attorno alla quale costruire un PNG. Quella per la nostra keyword ‘Cacciatori di teste Roma’ sarebbe pressapoco così:

 

Serp

Position

CTRClickTassoConvLife Time ValueCosto Sviluppo PBNCosto Tempo PBN
13060016%100001330015000
2142707%100001330015000
391604%100001330015000

 

In base a questi dati potrai calcolare il ROI della tua PBN, mese per mese. Occhio, però: dovrai anche considerare il fatto che, laddove tu potresti attivare il tuo network di link building già la settimana prossima, dovrai aspettare quattro, sette, o persino dodici mesi prima di vedere arrivare in prima pagina il sito ai quali punteranno i portali del tuo network.

Per mesi, dunque, specialmente se non sai come muoverti esattamente il ritorno del tuo investimento sarà nullo. A partire dall’arrivo sulle prime posizioni, però, potrai finalmente vedere il tuo ROI, che potrà essere minimo o quasi nullo il primo mese ‘effettivo’ – con un ROI di qualche centinaio di euro, per esempio, per il tuo sito in ottava posizione – e invece arrivare a qualche decina di migliaia di euro il terzo mese, con il tuo sito in seconda o prima posizione.

Chiaro?

Ecco, questo vuol dire calcolare il ROI di una PBN. Quindi ora, carta alla mano, puoi sapere quanto ti costerà realizzare e gestire il tuo gruppo di siti-zombie per link building, quanto tempo ti ruberà questa operazione e quanto potresti guadagnare – o non guadagnare – quando – se – il tuo progetto andrà in attivo.

Adesso potremmo dunque passare con coscienza di causa al terzo fondamentale svantaggio del creare una PBN.

Ma prima, vorrei essere certo che tu non ti stia dimenticando di una cosa: creare PBN non è assolutamente l’unico modo per fare SEO offpage e per guadagnare dei link. Assolutamente no!

Contatta Roberto
la prima consulenza web è sempre gratuita!

Come fare Link Building senza creare o utilizzare delle PBN

Continuo nella mia – momentanea – crociata contro le PBN, e vado oltre: in questo post, infatti, non solo ti spiego i motivi per i quali tu non dovresti fare delle PBN, ma ti offro anche della alternative. Ecco, ipotizziamo che tu abbia calcolato che, per creare il tuo network di siti, ti servano circa 4.000 euro. E se tu decidessi di usarli sì per fare della link building, ma senza optare per un network di siti costruiti ad hoc?

Cosa potresti fare? Ecco due opzioni altrettanto alettanti:

Idea N°1: Contenuto.

Content is King. Sai quanti contenuti bellissimi e attraenti per il tuo pubblico potresti creare con 4.000 euro a tua disposizione? Parlo di tantissimi post maledettamente attraenti scritti perfettamente in ottica di seo copywriting per il tuo pubblico, ma parlo anche di immagini perfettamente ottimizzate in ottica SEO, di infografiche e persino di video. Insomma, non è un caso se i contenuti sono al centro di ogni strategia SEO che si rispetti, no? E i contenuti di qualità, si sa, attirano link spontanei.

Idea N°2: Spingere per i backlink.

Invece che concentrarti solo e unicamente nella creazione di contenuti mirabolanti, potresti decidere di utilizzare gran parte del tuo budget per promuovere i tuoi contenuti e ricevere così dei backlink. 1.5000 euro per la realizzazione dei contenuti, 2.5000 euro per la loro promozione in grande scala. Potresti per esempio pubblicare guest post e comunicati stampa, o promuovere i tuoi contenuti su un amplissimo numero di canali diversi… le possibilità, in questo senso, sono davvero infinite!

Occhei, e ora, andiamo a vedere l’ultimo fondamentale svantaggio del creare delle PBN. Potrebbe sembrare un colpo di grazia… ma non lo è: subito dopo, infatti, arrivano tutti i vantaggi dell’utilizzare i PBN!

Occhio: Il rischio dietro le PBN “improvvisate”.

Non nascondiamo la testa sotto la sabbia: fare PBN significa andare incontro a un rischio concreto. Anzi, a due differenti rischi. Come ho anticipato all’inizio – e come sanno tutti quelli che bazzicano da un po’ di tempo nell’ambiente SEO – a Google la tecnica delle PBN non piace affatto. E mister G. non se ne sta di certo lì fermo a guardare mentre i SEO cercano di prenderlo in giro. Nossignore.

Se ti beccasse, Google potrebbe infatti de-indicizzare il tuo sito, oppure infliggerti una pesante penalizzazione per ‘Unnatural Inbound Links‘.

Sai cosa vuol dire? Beh, tutto questo significa che, in determinate situazioni, il tuo tempo e i tuoi soldi potrebbero non essere serviti a nulla.

Bene, direi che ho maltratto abbastanza i PBN. Ora come ora, la tua voglia di approntarne uno dovrebbe essere pressapoco ai minimi storici. Dire che dunque, finalmente, siamo pronti per aprire la seconda parte di questo post.

PBN: i vantaggi

Proprio così, ora parleremo dei benefici dei Private Blog Network

Ora che ti ho spaventato per benino intorno alle PBN, voglio invece darti tre ottimi motivi per cui dovresti tenerli in considerazione nella tua strategia SEO.

Vantaggio 1: Controllo.

Il controllo è importante, in qualsiasi situazione. Quando si parla di SEO e di link building, poi, è davvero essenziale. Pensa un po’ cosa può voler dire avere il controllo totale sui tuoi backlink: puoi decidere il testo delle ancore e le destinazioni, e puoi testare ogni singola combinazione.

No, nessun altra tecnica di link building ti offre tali possibilità.

E c’è di più. Pensa alla peggiore delle possibilità: pensa che Google decida di penalizzare il tuo sito. Avendo il pieno controllo dei tuoi link, beh, come minimo potrai andare a rimuovere i link che Google ha individuato come ‘marci’, così da far revocare la penalizzazione. Con dei link provenienti da un sito esterno al tuo network beh, sarebbe del tutto impossibile.

Vantaggio 2: L’autorità che stai cercando.

Chi ha già gestito dei blog o dei siti web sa benissimo quanto sia difficile ricevere dei link da dei siti con una certa autorità. Con la tecnica della PBN, invece, puoi acquistare dei domini di lunga data, e con una buona Domain Authorithy.

Vantaggio 3: Al diavolo le relazioni umane, puoi restare un nerd solitario.

Ecco, messa così sembra davvero brutta. Anzi, diciamo la verità: così è decisamente brutta. Però è anche maledettamente vero il fatto che questa precisa tecnica ti dispensa dal perdere tempo nel costruire delle relazioni. Non dovrai cercare partner in rete, non dovrai perdere tempo a scrivere guest post, non dovrai sacrificare sere per frequentare forum online della tua nicchia… no, non dovrai perdere tempo nel costruire delle relazioni tese ad accumulare dei link per il tuo sito.

Saranno i tuoi siti zombie a darti i link di cui hai bisogno.

Come inserire un PBN nella tua strategia SEO

Bene, ora sai tutti i pro e tutti i contro dei PBN. Ti starai certamente domandando, quindi, se esiste una soluzione valida. PBN sì o PBN no?

Beh, come spesso accade, la retta via sta nel mezzo. Proprio così. Stiamo infatti parlando di un solo tipo di strategia di link building, che va assolutamente integrato con altre tecniche. Pensi davvero che sia un caso il fatto che Google anno dopo anno stia distruggendo i lavori dei SEO che si sono concentrati su una sola strategia?

Quindi sì, c’è una soluzione: le PBN vanno utilizzate, possono essere sfruttate in modo intelligente, ma solo come piccola parte di una strategia più complessa. Sta a te decidere quanto ma, in linea di massima – per dividere in parti equilibrate il tuo budget e il tuo tempo, e per non infastidire eccessivamente Google – ti consiglio di non creare più del 10% – 20% dei tuoi inbound link con una PBN. Gli altri link dovranno arrivare al tuo sito attraverso altri modalità.

Chi invece conta il 70, l’80, il 90% dei link provenienti dalla propria PBN, beh, ammesso che non abbia davvero tirato su dei siti validi …sta davvero giocando con il fuoco, e deve assolutamente prepararsi a fronteggiare l’ira di Google.

Conclusioni

Non so quali fossero le tue conoscenze né le tue opinioni riguardo le PBN quando hai iniziato questo articolo. Sono però certo che ora hai tutte le informazioni necessarie capire se – e quanto – approfondire questa particolare strategia SEO.

Ovviamente, se vuoi una consulenza in merito non hai che da contattarmi!

Fai marketing ascoltando, non strillando.
Un abbraccio.

Scelti per te algoritmicamente

I segnali del tuo sito che confondono i motori di ricerca Nella comunicazione è fondamentale farsi capire, sopratutto quando si parla alle macchine.Esperto SEO? Scusi, che dice? Non la capisco!Pre...
Title tag: come ottimizzarlo al meglio in ottica SEO. Eccola qui, la prima cosa che vedono i tuoi utenti quando cercano i tuoi contenuti sui motori di ricerca.Il primo elemento che concorre a farti prende...
Sapevi che i pop-up influenzano negativamente la tua SEO? PopUp & SEO: Vediamoci chiaro.Sì, ti vedo, sei combattutissimo. Da utente, hai imparato a sviluppare un odio quasi viscerale verso quei po...
Meta tag description: Ciò che devi conoscere per ottimizzarla in ottica SEO L'intramontabile SEO meta tag description.5, 10, 20 volte: quante volte hai letto quali sono le regole principali della SEO?Se bazzichi ne...
Voice Search e SEO: come e perché dovresti ottimizzare il tuo sito per le ricerc... Sì, hai capito bene, oggi parliamo di Voice Search, ovvero di tutte quelle ricerche sui motori di ricerca che vengono effettuate attraverso delle quer...
Robots.txt, questo sconosciuto: ecco come ottimizzarlo Tutto ciò che devi conoscere sul file robots.txt - e non solo - per approvare o negare ai motori di ricerca l'accesso a file e cartelle sul tuo sito. ...

Che mi racconti di bello?