+70 consigli SEO per ottimizzare il tuo sito


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In questo articolo:

Sì, lo so, la rete è piena di articoli che ti propongono i 10 consigli SEO fondamentali per il tuo sito web, i 20 tips SEO per ottimizzare al meglio il tuo e-commerce o le 3 tecniche SEO ninja per scalare le SERP senza utilizzare Google AMP. In queste stesse pagine ho già pubblicato delle guide SEO belle ciccione che ti insegnano come apparire su Google e come sparare in alto le pagine del tuo portale sulla SERP di Google. Ma oggi, da buon consulente SEO, voglio fare di più.

Oggi voglio riunire non 10, non 20, non 30 e nemmeno 50, ma ben 70 preziosi consigli SEO. Tutti insieme, in un’unica, enorme, sgargiante e utilissima lista. Quanto avrei voluto averla io stesso a disposizione qualche anno fa…

Sei pronto ad affrontare questo elenco fino alla fine? Bene.

Per non fare confusione – e per permetterti di tornare anche domani, dopodomani e tra una settimana per cercare un preciso consiglio da mettere in pratica – ho deciso di suddividere questo mare magnum di tips SEO in aree tematiche.

Partiamo con i consigli relativi alla scelta delle parole chiave, ti va?

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A) Scegliere le keyword SEO giuste per il tuo sito

consigli seo keywords

Immagine tratta da mgpg.it

Per fare una pizza serve prima di tutto la farina mentre, come sa bene ogni consulente che si rispetti, per imbastire una strategia SEO serve prima di tutto una parola chiave. Per questo motivo la prima parte dei miei consigli SEO sarà dedicata proprio alle tecniche per individuare le migliori parole chiave per il tuo sito web.

Ma prima di pensare alle keyword, hai già presentato le pagine del tuo sito web a Google? Ricorda che indicizzare un sito è importantissimo; se non l’hai ancora fatto non aspettare oltre! Leggi questo articolo nel quale ti spiego esattamente come fare: +16 cose da sapere se vuoi indicizzare un sito come farebbe un SEO


Ok, si parte!

1) Una pagina, una parola chiave/ una parola chiave, una pagina

Se non sei un esperto SEO, gli errori che potresti commettere durante una keyword research sono tanti, tantissimi. C’è chi non ottimizza le proprie pagine per nessuna keyword e c’è chi, invece, cerca di ottimizzare poche pagine per troppe parole chiave. Altri ancora investono (e sprecano) il proprio tempo e le proprie energie rincorrendo delle parole chiave del tutto irrilevanti.

Il primo dei miei consigli SEO è dunque questo: parti dal presupposto che ogni contenuto del tuo portale deve essere ottimizzato per una parola chiave principale. Non solo, devi anche evitare di targettizzare con più pagine la stessa parola chiave, in quanto Google probabilmente sceglierà solo una delle pagine del tuo sito per comparire su quella determinata ricerca.

Se vuoi essere sicuro che la keyword research venga effettuata nel migliore dei modi e senza incorrere in errori, puoi valutare di affidarti ad una consulenza web. Ad ogni modo, ricorda: una parola per una pagina, Google farà il resto!

2) Cerca, verifica e comprendi sempre la tua parola chiave prima di usarla

Prima di creare un contenuto ottimizzato dovresti sempre domandarti se quella parola chiave è davvero giusta per quel tipo di contenuto. Prima di tutto, dunque, dovresti domandarti: “Di cosa parla questa pagina?”. Se la risposta corrisponde alla tua parola chiave sei sicuramente sulla buona strada.

Ma non è tutto qui. Ancora prima di iniziare con la scrittura, infatti, ti consiglio di ricercare su Google quella medesima keyword. In questo modo non avrai solamente la possibilità di vedere cosa hanno creato i tuoi concorrenti su quel tema, ma potrai anche sapere se il contenuto che hai in mente ha o meno delle buone probabilità di attirare le attenzioni di Google.

Ipotizziamo che tu voglia scrivere un post per il tuo blog con la parola chiave “zaino da escursionismo”. Ebbene, se a quella query Google ti risponde solo e unicamente con delle schede prodotto e con dei risultati di shopping, molto probabilmente dovresti cambiare leggermente la tua parola chiave.

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Google, infatti, sembra piuttosto convinto che i migliori risultati per quel tipo di ricerca siano delle schede prodotto, quindi difficilmente premierà a dovere il tuo blog post d’approfondimento.

Parole come snippet, risultati shopping e metadati non ti dicono nulla? Vuoi sapere tutto sui dati strutturati e come implementarli? Qui trovi un articolo che fa per te!

3) Non fare il somaro: considera l’intento di ricerca

Ci sono persone che sprecano il proprio tempo creando delle pagine web, magari fatte anche molto bene, le quali però vengono ottimizzate intorno a delle parole chiave che non porteranno mai a nulla di buono, pur avendo magari altissimi volumi di ricerca.

Proprio così, il fatto che una determinata keyword abbia un casino di ricerche non significa automaticamente che sia un cavallo su cui puntare.

Pensa per esempio alla parola chiave “Facebook'”.

Il buon Keyword Planner ci dice che stiamo parlando di una parola chiave strabiliante, con una media di ricerche mensili compresa tra 1 milione e 10 milioni. Uno sprovveduto che non ha ben in mente come funzionano i motori di ricerca potrebbe buttarsi di pancia su quella parola chiave, creando una pagina fantastica di 20.000 parole ottimizzata per la keyword “Facebook”. Ipotizziamo anche per assurdo che quel magnifico contenuto arrivi in quarta, in terza, in seconda posizione.

Chi mai lo aprirà? Nessuno. E sai perché? Perché oltre alle ricerche mensili bisogna domandarsi qual è l’intento di ricerca che si nasconde dietro ad una specifica parola chiave. Chi scrive “Facebook” su Google nel 99,9% dei casi lo fa per loggarsi sul social network, non per cercare guide, post o altri tipi di contenuti.

 

consigli seo intento di ricerca

Immagine tratta da stefanovanetti.it

  • Vuoi fare una guida che spieghi agli utenti come utilizzare Facebook?
  • Vuoi scrivere un post in cui denunci la stupidità dei social media?
  • Vuoi pubblicare un saggio di design sull’evoluzione dell’interfaccia di Facebook?

Beh, allora rendi più specifica la tua parola chiave in modo da intercettare davvero l’intento di ricerca degli utenti che digitano sulla barra di Google.

Vuoi sapere come mai Facebook è diventata un’impresa enorme? Non perderti l’approfondimento sul Growth Hacking!

4) Inizia dalle parole chiave meno competitive

Non è che una piccola squadra di calcio di paese appena fondata, magari sponsorizzata dall’alimentari e dal bar in centro, può puntare subito alla Champions League. Allo stesso modo un sito web appena lanciato, caratterizzato – come è naturale che sia – da un’autorità ancora piuttosto bassa, non dovrebbe lanciarsi all’inseguimento di keyword SEO troppo competitive, e quindi troppo impegnative.

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Immagine tratta da mattewwoodward.co.uk

 

Non dico che sia impossibile farcela, no. Ma voglio anche improntare i miei consigli SEO ad un sano realismo, quindi ti dico: parti dalle parole chiave con un livello di difficoltà basso. Una volta che avrai riscosso un po’ di successo quaggiù, potrai alzare lo sguardo verso qualcosa di più competitivo.

Ti stai domandando come capire il livello di difficoltà di una parola chiave? Beh, già il Keyword Planner di Google ti può dare un’idea, per quanto astratta. Per avere in mano qualcosa di più specifico, ti consiglio però di usare il Keywords Explorer di Ahrefs: evita le keyword che si aggirano attorno a quota 90, 80 e 70 e punta invece a quelle che navigano in acque basse, ma con dei volumi di ricerca decenti.

5) Non impuntarti su una sola parola chiave: concentrati anche sulle correlate

Sarebbe sciocco concentrare tutta la potenza di una pagina su un’unica parola chiave. Con una stessa pagina, infatti, si possono spingere – debolmente, certo – anche altre keyword correlate. Questa pagina, per esempio, oltre a puntare sulla parola chiave “consigli SEO”, può fare buone cose anche per le correlate “tips SEO”, “keyword SEO” e  via dicendo. Chiaro?

6) Approfitta della strategia dei tuoi concorrenti

Tu non sei certo l’unico ad avere una strategia SEO. Anzi, se tu sei qui a cercare consigli oggi, i tuoi concorrenti potrebbero averlo fatto mesi o anni fa ed avere oggi dei risultati migliori su Google anche grazie all’utilizzo del migliore amico del SEO Specialist: il SEO copywriting.

consigli seo strategie

Immagine tratta da spisales.com

 

Vuoi sapere su quali parole chiave stanno puntando i tuoi competitors? E magari vuoi scoprire anche quanto traffico stanno ricevendo quelle precise keyword? Beh, non è affatto impossibile: ti basterà usare un tool come SEMRUSH, SEOZoom o Ahrefs per avere una panoramica esaustiva delle organic keyword usate in altri siti.

7) Non permettere che i tuoi concorrenti ti facciano mangiare la polvere

Non solo i tuoi concorrenti possono fare meglio di te su una particolare parola chiave, ma potrebbero anche aver trovato delle keyword SEO alle quali tu non penseresti mai e poi mai. E visto che quando si parla di consigli SEO si parla spesso anche di spionaggio, ti suggerisco di usare il tool di SEMrush Organic Competitors Report per analizzare il gap tra il tuo sito e quello dei tuoi competitors.consigli-seo-SEMrush-Paid-Analysis

8) Usa le Long Tail Keyword

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Perché mai dovresti disturbarti ad usare le long tail keyword, che per definizione hanno una frequenza di ricerca minore? Beh, cerco di fartela breve:  la difficoltà di queste keyword è bassa, ma hanno un’alta percentuale di conversione e, se inserite come parole chiave collaterali, vanno ad aumentare le visite al sito. Direi che è sufficiente, no?

Vuoi scoprire come trovare, utilizzare e sfruttare al meglio le parole chiave a coda lunga? Leggi l’approfondimento: Cosa è la coda lunga e cosa sono le long tail keyword

9) Scopri cosa gli utenti vogliono (realmente) sapere

Le parole chiave migliori sono quelle che corrispondono alle esigenze degli utenti. Per individuarle puoi fare qualcosa di più che usare i vari tool per keyword SEO: devi mettere un pizzico di fantasia nella tua strategia.

Il mio consiglio? Potresti andare a sbirciare nei forum della tua nicchia o, ancora meglio, nei portali dedicati a domande e risposte come ad esempio Quora. Certo, creando questo post sui consigli SEO sono andato sul sicuro, ma prima di scrivere un contenuto su un tema – e quindi su una parola chiave – molto particolare io preferirei passare su Quora per vedere se c’è effettivamente dell’interesse intorno a quel concetto. Chiaro il ragionamento, no?

usare quora per scovare i consigli seo

B) Contenuti

Bene bene, nella prima parte della lista di consigli SEO abbiamo visto come trovare le migliori keyword per i nostri contenuti, adesso andiamo a parlare proprio di questi ultimi. Potrei tagliare corto, cortissimo, e dirti che servono dei contenuti di qualità, tali quindi da soddisfare utenti e motore di ricerca. Ma questo non ti aiuterebbe un granché, non è vero?

10) Crea dei contenuti nuovi e interessanti

Il primo problema nel creare contenuti, quello che ti assale ancor prima di mettersi alla tastiera, è trovare argomenti interessanti senza ripetere sempre le stesse cose trite e ritrite. Per avere idee fresche ti consiglio di usare il portale Answer The Public, uno strumento che in pochissimo tempo è diventato un vero must have di ogni SEO e Copywriter.

Questo tool infatti mostra per ogni parola da te inserita tutti i Suggest di Google, organizzandoli in modo intelligente tra domande, comparazioni e preposizioni. Insomma, si tratta davvero di un ottimo metodo per non restare mai senza idee!answer-the-public-consigli-seo

11) Trova argomenti per il tuo topic

Sopra abbiamo visto come trovare nuove idee per i tuoi contenuti guardando ai Suggest di Google, che sono ricavati dalle ricerche degli utenti. E se tu, invece di guardare agli utenti, volessi guardare a quanto viene prodotto giorno dopo giorno dai tuoi concorrenti?

Beh, puoi farlo in modo veloce e agevole usando il tool Content Explorer di Ahrefs, Buzzsumo o in alternativa Google stesso, attraverso l’operatore site: – grazie al quale puoi limitare la ricerca della tua parola chiave ad un sito web specifico.

12) Offri qualcosa di unico, qualcosa che nessun altro può avere

Fin qui abbiamo visto come trovare degli spunti per creare i tuoi contenuti.

Attenzione però, perché chi è alla ricerca di consigli SEO per migliorare le performance del proprio sito non dovrebbe accontentarsi di avere sempre nuove idee per i propri contenuti. Eh no, dovrebbe cercare il modo per differenziare la propria offerta da quella dei concorrenti.

Questo torna utile soprattutto quando sembra che sia stato detto praticamente tutto intorno ad un dato argomento. Quando un certo topic sembra saturo si può sempre fornire una nuova visione o un’analisi da un altro punto di vista originale. In questo senso, i casi studio possono davvero fare meraviglie. E tu hai mai pubblicato dei casi studio sul tuo sito? Facci un pensierino!

13) L’importanza delle prime righe

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Bene, ipotizziamo che tu abbia beccato una keyword capace di attirare molto traffico e ipotizziamo dunque che frotte di utenti arrivino sulla tua pagina. Il gioco è fatto?

No, non proprio. Ora è il momento di trattenere l’utente sulla pagina, rapendo la sua attenzione già dalle primissime parole per poi trascinarlo fino in fondo. Se le prime parole del tuo contenuto ispireranno solo noia, beh, molto probabilmente sarai destinato a perdere un sacco di visitatori dopo pochi secondi. Per questo motivo tra i miei consigli SEO c’è sicuramente quello di scrivere degli incipit in grado di incatenare il lettore. Hai presente l’inizio de La Metamorfosi di Kafka?

Gregor Samsa, destandosi un mattino da sogni agitati, si trovò trasformato nel suo letto in un enorme insetto immondo. [..]

Ecco, dimmi tu come è possibile non proseguire un testo con un tale incipit! Sì, questo è un post sui consigli SEO e non sulla letteratura, e certo, per avere successo online non servono certo la mente, il genio creativo e lo stile di Kafka. Ciò nonostante il tuo incipit deve essere potente: deve catturare il lettore, deve essere breve e deve far capire al lettore cosa lo aspetta.

14) Non troppo corto

Non esiste una vera e propria regola relativa alla lunghezza dei contenuti, di certo però gli utenti non possono trarre grandi vantaggi da dei contenuti striminziti. Per questo Google tende a trascurare quelle pagine con un numero troppo esiguo di parole.

Vuoi andare sul sicuro? Non restare mai sotto la soglia delle 500 parole. Vuoi dare ai tuoi utenti dei contenuti ancora più importanti? Fa dei contenuti pillar da 2.000, 4.000, 8.000 parole!

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15) Lungo è meglio? Sì, ma solo se ha senso

Come detto, gli utenti e i motori di ricerca apprezzano i contenuti lunghi. Ma occhio, questo non è legato alla lunghezza in sé, quanto invece alla probabilità che un contenuto lungo sia anche ricco di informazioni utili. Se in 500 parole hai esaurito tutto quello che avevi da dire, non menare il can per l’aia con giri di parole e termini vuoti… insomma, dai all’utente quello di cui ha bisogno e nulla di più!

16) Fai in modo che il tuo contenuto sia altamente leggibile, a partire dalla sua formattazione

I tuoi utenti non sono degli archeologi all’interno di una piramide sepolta, disposti a spremersi gli occhi per carpire il significato di una lastra di geroglifici. No, i tuoi lettori hanno poco tempo da perdere e vogliono avere la possibilità di raccogliere tutte le informazioni che cercano in modo veloce e indolore.

Per questo motivo tra i tips SEO volti alla User Experience c’è sicuramente quello di creare una formattazione che possa aiutare gli utenti nella lettura. Come? Con una divisione in paragrafi, con degli heading (che sono fantastici per l’ottimizzazione dei contenuti) e, laddove necessario, con liste puntate e numerate.

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Per rinfrancare lo sguardo degli utenti e riposare la mente ti consiglio inoltre di inserire di tanto in tanto delle immagini, delle infografiche e, perché no, anche dei video capaci di rompere il flusso continuo di testo.

17) Cita le tue fonti

Tu vuoi che i tuoi utenti si fidino di te e che siano soddisfatti dei contenuti offerti. Ebbene, per essere certo di raggiungere entrambi questi obiettivi dovresti citare sempre le tue fonti, così da riconoscere il lavoro altrui e dare ai tuoi lettori la possibilità di approfondire l’argomento trattato. Ma non è tutti qui: Google vede infatti di buon occhio le pagine con dei link verso l’esterno (quando questi hanno senso).

C) Consigli SEO on page

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Bene, adesso hai le parole chiave giuste, i topic giusti e i contenuti giusti. Ora… beh, ora devi ottimizzarli. Che lista di consigli SEO sarebbe, altrimenti?

18) Inserisci la tua keyword nel tag title

No, non c’è nessuno che ti obbliga a farlo. La keyword di questo articolo è “consigli SEO”, ma nessuno mi impedisce di usare il title tag “Come ottimizzare il sito web in 1000 passi”. Il fatto è che Google usa questo tag per capire di cosa parla la tua pagina web. Perché sprecare questa opportunità di aiutare Google ad indicizzarla velocemente? Insomma, assicurati che in ogni title tag, su ogni singola pagina, sia inserita la tua parola chiave, meglio se all’inizio.

19) Scrivi dei tag title da paura

Va precisato che i tag title non sono quelli che compaiono in cima al tuo contenuto, sopra il testo. No, quello è l’H1! I tag title invece compaiono nella SERP, insieme alla URL e alla meta descrizione del tuo sito. Per questo motivo devi puntare a scrivere dei title in grado di attirare l’attenzione dei naviganti, e soprattutto di incuriosirli.

Vuoi sapere tutto su questo tag e su come ottimizzarlo alla grande? Leggi l’approfondimento: Tag title, come ottimizzarlo al meglio in ottica SEO

20) Inserisci la tua keyword negli heading, nella meta descrizione, nel tag ALT

Sì, la tua parola chiave principale deve essere ripetuta in tutti questi elementi. Punto.

21) Non scordare la velocità di caricamento delle tue pagine

E cosa diavolo c’entra la velocità di caricamento delle pagine del tuo sito web con i tag e gli heading? Beh, in realtà niente. Ma ho voluto anticipare ed esaltare questo paragrafo perché la velocità di caricamento, pur essendo un fattore SEO cruciale, viene spesso trascurata da chi vuole ottimizzare il proprio sito.

Il fatto è che i tuoi utenti non hanno voglia di star lì, davanti allo schermo, ad aspettare che le tue pagine si carichino. Per ogni secondo in più perdi centinaia di utenti e possibili clienti, i quali si rivolgeranno ai tuoi concorrenti. Cosa devi fare, dunque? Beh, devi assolutamente andare su Google Pagespeed, il quale oltre a dirti quanto è veloce/lento il tuo sito ti dirà anche quali sono i problemi principali da eliminare.

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22) Scrivi le tue meta descrizioni, non lasciare che sia Google a sceglierle per te

Se tu non scrivi una meta descrizione per i tuoi contenuti ci penserà Google a farlo. Ma in questo caso non avrai nessun controllo sul contenuto che apparirà nello snippet sulla SERP. Il mio consiglio è dunque di perdere qualche minuto per scrivere delle meta descrizioni ottimizzate contenenti la tua parola chiave, con un copy in grado di attirare gli utenti sulla tua pagina. E stai attento a non comporre delle meta description troppo lunghe: a tua disposizione ci sono solo 320 caratteri.

Vuoi sapere come ottimizzare al meglio questo tag? Leggi l’approfondimento: Meta description per principianti, come ottimizzarla al meglio in ottica SEO

23) Per e-commerce: usa la magica parola “compra”

Ti ricordi quando sopra abbiamo parlato dell’intento di ricerca, vero? Ecco, quando un utente digita sulla barra di ricerca di Google la query “occhiali da sole” può cercare delle immagini di occhiali da sole, degli articoli sulle ultime mode in fatto di occhiali da sole e tante altre piccole cose. Se qualcuno vuole espressamente comprare degli occhiali da sole – ed è dunque pronto per compiere l’acquisto – probabilmente utilizzerà una query più specifica, ovvero “compra occhiali da sole”.

Per aumentare le probabilità di intercettare quegli utenti con una mano sul portafoglio, ti consiglio dunque di inserire nel tuo title tag, nella tua meta descrizione e nei tuoi heading anche la parolina “compra”.

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24) Sfrutta in modo saggio le immagini

Ho già detto che ogni tuo contenuto dovrebbe contenere delle immagini. Un contenuto breve potrà accontentarsi di una sola immagine, mentre una pagina di 10.000 parole… beh, potrà (dovrà) avere decisamente molte immagini.

In ogni caso è fondamentale ottimizzare le immagini inserendo la tua parola chiave nel tag Alt, ma non solo. Se vuoi infatti che la tua pagina venga raggiunta dai clienti anche attraverso una ricerca per immagini, dovresti fornire delle descrizioni delle immagini che siano davvero molto descrittive, unite ad un file name esplicativo.

Ipotizziamo che il tuo sia un sito di ricette. Per scegliere a quale sito affidarsi per la ricetta della torta Sacher molti utenti usano proprio la ricerca per immagini, così da vedere quale dolce corrisponde al risultato cercato. Ma come fa Google ad associare una query ad un’immagine? Beh, c’è da dire che il motore di ricerca mira a diventare abbastanza intelligente da interpretare in piena autonomia il contenuto delle immagini, ma per ora siamo ancora abbastanza lontani. Per aiutarlo, dunque, dovremmo creare un tag alt del tipo: alt= “ricetta torta sacher” e un file name del tipo: foto-torta-sacher.jpg. Chiaro?

Se vuoi sapere tutto (davvero) sull’ottimizzazione SEO delle immagini, puoi andare su questo mio approfondimento dedicato: Ottimizzazione SEO immagini + 25 dritte immediate.

25) Fatti trovare. Insomma, fai Local SEO

Ne ho parlato giusto qualche settimana fa in questo stesso blog: la Local SEO può fare moltissimo per il tuo portale (e quindi per il tuo business). Se hai un negozio, uno studio, un ristorante, un’officina, insomma, qualsiasi attività che può trarre vantaggio dalla ricerca a livello locale, allora devi assolutamente sfruttare le tecniche della Local SEO.

Il primo passo? Esplicitare il tuo indirizzo e quindi la tua posizione attraverso il tuo sito. Il secondo? Completare la tua pagina su Google MyBusiness. Il mio consiglio? Arriva fino in fondo a questa lista di consigli SEO, beviti un bel caffè e poi vai a guardare il mio post dedicato interamente all’ottimizzazione per la geolocalizzazione.

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26) Non distrarre o infastidire i tuoi clienti

Bene, sei riuscito a portare degli utenti sulla tua pagina grazie ad una buona ottimizzazione dei contenuti. Sai cosa NON devi assolutamente fare a questo punto? Disturbare, rallentare o insidiare la loro navigazione con dei pop-up invasivi o con degli ads difficili da aggirare o da chiudere. Tutte queste intrusioni si fanno infatti pagare a caro prezzo: gli utenti si stufano dopo pochi secondi e lasciano stizziti le tue pagine. Google si accorge di questo alto tasso di rimbalzo e del ridotto tempo di permanenza degli utenti sulle tue pagine e, prima o dopo, inizierà a retrocederti sulla SERP. Quindi ricorda queste parole: non distrarre i tuoi utenti dai tuoi stessi contenuti!

27) Ottimizza le tue pagine per ogni dispositivo, smartphone compresi

Qualsiasi sia il tuo settore, di qualunque tipo sia il tuo portale web, non illuderti: anche tu hai degli utenti che utilizzano dispositivi mobili per raggiungere le tue pagine. Insomma, circa la metà del traffico del web arriva proprio da tablet e smartphone, non puoi certo fare finta di niente!

consigli SEO traffico mobile

Traffico mobile 2009 – 2018

28) URL brevi e descrittive

Che tu ci creda o no, mi stavo dimenticando di inserire tra i miei consigli SEO l’ottimizzazione delle URL. Sarebbe stato davvero vergognoso! Le tue URL devono puntare al compromesso tra questi criteri:

  1. Devono essere brevi (3-4 parole, non di più)
  2. Devono essere descrittive

Questo significa che NON devi utilizzare URL di questo tipo: www.sito.com/?dataview=12331&nunsecapissc_12W. Al contrario devi usare URL così: www.sito.it/categoria/parola-chiave. Capito il concetto?

29) Nessun contenuto ripetuto

Google Panda ti guarda… e tu di certo non vuoi farlo arrabbiare, men che meno involontariamente! Sai cosa odia questo algoritmo di Google? Beh, non tollera assolutamente i contenuti ripetuti, nemmeno quelli che si ripetono tra le pagine del tuo stesso sito.

consigli seo google panda

Immagine tratta da raffaeleconte.com

Certo, per alcuni tipi di portali differenziare i contenuti è davvero facile. Quando si guarda agli e-commerce, invece, la faccenda diventa certamente più complicata. Pensa un po’ alle classiche schede prodotto degli e-commerce poco curati, quelli in cui non si è data cioè grande importanza alla creazione di contenuti. In quei casi, ahimè, non è raro incontrare una trentina di parole dedicate al prodotto in vendita e qualche centinaio di parole relative ai termini di acquisto e di spedizione che naturalmente si ripetono uguali uguali per ogni scheda prodotto. Il granitico Panda, vedendo questo testo ripetuto, interpreta quei contenuti come privi di valore per l’utente e quindi non degni di essere visualizzati tra le prime posizioni della SERP.

Uno tra i migliori consigli SEO per il tuo e-commerce? Schede prodotto ricche di testi unici! Sarà un lavoraccio ma ne varrà la pena, garantito!

30) Usa grassetto e corsivo

I tag di enfatizzazione come il grassetto, il corsivo e persino il sottolineato non servono solo all’utente per poter leggere con più facilità e leggerezza la pagina. No, servono anche ai motori di ricerca, i quali utilizzano quegli stessi tag per capire quali sono gli argomenti trattati in quei blocchi di testo. Quindi sì, sapendo che lo spider di Google li utilizzerà, devi impegnarti per usare in modo razionale e costruttivo i tag di enfatizzazione.

31) Usi WordPress? Installa il plugin Yoast SEO

Occhio, non tutto quello che dice il plugin Yoast SEO equivale ad un comandamento divino. Anzi, anche questo specifico strumento di ottimizzazione per WordPress ha le sue belle mancanze e i suoi bei nonsense. Eppure, soprattutto agli inizi, questo plugin ti può essere utilissimo per avere dei consigli su come ottimizzare al meglio i tuoi contenuti.

32) Usi WordPress? Installa un plugin di cache

Sopra ti ho parlato dell’importanza della velocità di caricamento. Vuoi una mano a rendere più veloci le tue pagine? Allora ti consiglio di installare dei plugin di cache come Wp Super Cache e W3 Total Cache che vanno a creare delle copie cache del sito stesso.

33) Mai sentito parlare delle Accelerated Mobile Pages?

Google AMP, Accelerated Mobile Pages, ovvero pagine super veloci per la navigazione da mobile. Google le ha presentate nell’autunno del 2015 ma sono tante le persone che ancora non le conoscono.

In poche parole, si parla di pagine alleggerite dagli elementi non fondamentali, che tendono cioè a lasciarsi alle spalle tutto ciò che non è strettamente necessario per la visualizzazione soddisfacente del contenuto. Tra i vantaggi vi è il fatto che, molto probabilmente, Google tende ad avere un occhio di riguardo per le AMP, quindi utilizzarle potrebbe darti una leggera spintarella per quanto riguarda il ranking.

E visto che stiamo parlando di consigli SEO, in questo caso il tip è senz’altro quello di installare nel tuo CMS un plugin – ce ne sono di gratuiti – per creare le tue pagine AMP.

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Vuoi sfruttare anche tu Google AMP? Buona notizia: ho scritto un approfondimento proprio su questo! Lo trovi qui: Google AMP, rendi le tue pagine ultra-veloci!

34) L’affascinante ipotesi dei Rich Snippet

Occhei, hai ottimizzato title, URL e meta description. Hai letto i miei consigli SEO e hai fatto i tuoi compitini. E se fosse possibile fare di più?

Sì, parlo ovviamente dei rich snippet. Gli snippet arricchiti, oltre ai tre elementi base, riportano anche altre informazioni come ad esempio le valutazioni degli utenti (espresse con le ormai classiche stelline), il nome dell’autore, i prezzi e via dicendo. I rich snippet, come sa benissimo chi li ha già provati, non sono fini a sé stessi: questo tipo di anteprime attira infatti molti più click da parte degli utenti.

Ne ho parlato in questo articolo: Rich Snippet, come far luccicare i tuoi contenuti in SERP

35) Niente è mai perfetto e c’è sempre qualcos’altro da dire: aggiorna i tuoi contenuti

Ecco, ipotizziamo che io oggi pubblichi questo bel post ciccione sui consigli SEO e che me ne scordi per un po’ di tempo. E se tra 6 mesi io accumulassi invece altri preziosi consigli SEO? E se avessi tutte le intenzioni di condividerli con il mio pubblico? Beh, ovviamente dovrei aggiornare il mio post, dando inoltre un’occhiata speciale per rinfrescare qualche paragrafo, potenziando forse qualche parola chiave correlata. Aggiornare regolarmente i propri contenuti significa mantenerli come nuovi, e Google non manca di premiare questa azione.

D) Link Building

Non si può fare una lista di consigli SEO senza dedicare un capitolo intero alla link building, attività caratteristica di tutti i SEO del mondo.

Pensi che nominare la keyword nel titolo del tuo contenuto sia importante? Beh, sì, lo è davvero. Tuttavia poter contare su dei link che puntano ai tuoi contenuti (e che arrivano da portali di qualità) conta ancora di più. Pensa che ci sono degli studi che, analizzando i risultati della SERP di Google, arrivano ad affermare che una strategia di link building efficace può valere fino a 8 volte in più di una buona applicazione dei principi della SEO on page!

36) Pubblica dei prodotti di alta qualità

Sì, forse sono un po’ ripetitivo, ma tant’è: il primo (e irrinunciabile) metodo per attirare dei link dall’esterno consiste nella creazione di contenuti utili, originali, curati. Insomma, contenuti tali da richiamare l’attenzione – e quindi i link – degli utenti.

37) Ripara tutti i tuoi backlink spezzati

Si fa davvero tanta, tanta fatica a meritarsi dei link dall’esterno. E se dopo tutto questo lavoro quei link vengono spezzati, diventando quindi inutili?

Beh, per prima cosa devi accorgertene, utilizzando dei tool appositi (li trovi per esempio nei pacchetti di SEMrush e di Ahrefs, giusto per citarne due) che ti regalano una bella lista dei link rotti. Dati alla mano, non ti resterà che chiedere ai siti di partenza di aggiornare il link su una tua risorsa disponibile. Oppure, ancora più semplicemente, puoi usare il redirect 301 che serve proprio ad istruire Google riguardo allo spostamento permanente delle tue pagine.

38) I link (rotti) degli altri

 Come visto sopra, devi assolutamente sistemare i tuoi link rotti. Ma i link rotti degli altri? Beh, forse non devi, ma sicuramente puoi ripararli e appropriartene a tuo (e non solo) vantaggio. Con i medesimi strumenti di cui sopra puoi individuare i link rotti che puntano verso i contenuti dei tuoi concorrenti, così da proporre ai siti di partenza di “riparare” i link facendoli dirottare verso il tuo sito… magari proprio grazie a contenuti “migliori” di quelli linkati in partenza 😉

39) I backlink, quelli che valgono

Non tutti i link che puntano al tuo sito hanno lo stesso valore. No, prima di mettere in pratica una strategia di link building devi assolutamente sapere che l’autorità del sito che ti linka è determinante, così come lo è la coerenza tra i suoi topic e quelli trattati sulle tue pagine, nonché con la anchor text usata. Certo, questo rende il tutto un po’ più difficoltoso, siamo d’accordo. Ma non saperlo sarebbe ben peggio, non credi?

40) I backlink che possono davvero portare traffico sul tuo sito

Non guardare ai backlink solo come a degli strumenti per guadagnarsi il rispetto di Google. Certo, in una lista di consigli SEO sarebbe naturale limitarsi a questa prospettiva più “tecnica”, ma io ti dico che devi guardare a questi collegamenti anche per quello che sono in origine, ovvero dei ponti che possono portare dei nuovi utenti sul tuo sito. Sarebbe dunque stupido darsi da fare per guadagnare un backlink da un sito che ha poco traffico o che magari è popolato da utenti che, nella maggior parte dei casi, non sono interessati ai tuoi topic.

41) Dofollow? Sì, ma anche nofollow

Sai cosa piace a Google? La naturalezza, la sincerità. Non a caso negli ultimi anni la link building è diventata sempre più difficile, perché Google si è messo a penalizzare fortemente tutti quelli che “comprano” link un tanto al chilo da siti di bassa qualità, o che magari costruiscono delle immense catene fittizie di link. Da questa esigenza di naturalezza deriva anche il fatto che non tutti i tuoi backlink possono essere “dofollow”. È naturale, infatti, che tra i link che puntano verso le tue pagine ci siano anche dei “nofollow”. Anzi, in caso contrario Google potrebbe persino innervosirsi e farsi alcune – legittime – domande.

42) Occhio agli anchor text

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Non c’è dubbio: l’utilizzo di parole chiave nelle ancore testuali continua ad avere una buona influenza sul posizionamento SEO di una pagina, anche se forse un po’ meno che in passato. E però… però, come detto sopra, la naturalezza dei backlink non deve mai essere sottovalutata. In un contesto in cui i backlink nascono spontanei è infatti naturale che parte delle ancore non contengano la tua parola chiave, o, perlomeno, che la contengano solo parzialmente. Non vorrai scatenare le ire del terribile Google Penguin, non è vero?

43) Non tutti i link sono tuoi amici

Da quanto abbiamo detto finora avrai certamente capito che certi link possono danneggiare, anziché aiutare, il tuo sito web. Il tuo compito, dunque, è quello di individuare ed eliminare tempestivamente eventuali link sospetti e di bassissima qualità. Puoi chiedere all’amministratore del sito di partenza di cancellarli oppure puoi disattivarli tu stesso, utilizzando lo strumento Google Disavow (no, fidati, non è scritto sbagliato: si chiama e si scrive proprio in questo modo).

google disawvow tool per rifiutare i link

44) Perché lui e non tu?

Perché quell’utente legge il blog del tuo concorrente e non il tuo? Perché quel consumatore ha deciso di fare acquisti sull’e-commerce del tuo competitor anziché sul tuo? Queste domande sono importantissime per avere idee su come migliorare la tua offerta. Ma qui parliamo di link, e dunque ti dico che dovresti tenere sotto controllo ogni singolo link ricevuto dai tuoi concorrenti così da capire perché – magari a parità di tema trattato – qualcuno ha preferito linkare quei siti e non il tuo.

45) I preziosi siti che hanno dato dei link a tutti i tuoi concorrenti

Ipotizziamo che il tuo sito venda attrezzature per la pesca. Immaginiamo ora che un autorevole blog dedicato proprio alla pesca abbia linkato nel tempo gran parte dei tuoi competitor, senza però linkare mai il tuo negozio online. Non offenderti: quella che ti si para davanti è una grande opportunità, perché quel link agli occhi di Google avrà un valore del tutto particolare… e ora che sai dove si trova puoi attivarti per creare un contenuto ad hoc e contattare il proprietario del sito per convincerlo a mettere un link anche al tuo sito!

46) (vecchia come il cucco) Qualcosa di subdolo ma allo stesso tempo fighissimo: la tecnica Skyscraper

consigli seoVa bene, ipotizziamo che molti tra i miei concorrenti abbiano scritto una guida sull’ottimizzazione degli heading, piena zeppa di consigli SEO. E se io volessi piazzarmi bene sulla SERP di Google proprio con quel topic? Ebbene, allora potrei attivare la tecnica Skyscraper introdotta dal mitico Brian Dean di backlinko.com.

Questo significa che dovrei raccogliere tutto il materiale su quell’argomento – frugando non solo nella mia esperienza, ma anche tra i migliori contenuti dei miei concorrenti – e poi scrivere un contenuto per il web che sia meglio di qualsiasi altra cosa pubblicata su quell’argomento. Più ricco, più lungo, più aggiornato, più fresco, con più immagini, etc etc.

E poi? Poi dovrei andare a contattare tutte quelle pagine che già linkano i siti che parlano di quel topic – in questo caso l’ottimizzazione degli heading – per dire loro: “Ehi, ho realizzato un contenuto su quello stesso argomento che è 10 volte meglio di quello che hai linkato: che dici di puntare alla mia nuova pagina?”.

Certo, non è subito fatto. Ma quando avrò finito i risultati non tarderanno ad arrivare. E tu, sei pronto ad applicare questa tecnica?

47) Creare i famosi contenuti Link Bait

Occhei, ti ho già detto che per ottenere tanti backlink devi realizzare dei contenuti di qualità. Ti ho anche già spiegato in pochissime parole la tecnica Skyscraper. Quali altri consigli SEO potrei darti per spingere gli altri siti a linkare le tue pagine?

Beh, potresti costruire a tavolino un contenuto Link Bait, realizzato quindi appositamente per attirare dei backlink. Come puoi riuscirci? Ci sono in realtà molte tecniche. Potresti scegliere un tipo di contenuto che più degli altri è capace di attirare dei link: parlo soprattutto di guide How-to, di infografiche, di tutorial e di strumenti gratuiti. E poi dovresti pensare a qualcosa capace di collegarsi a quella che si potrebbe definire come cultura pop e quindi ad un fenomeno già di per sé virale, o ad una serie tv del momento, o ancora ad una passione condivisa dalla tua audience.

48) Non dimenticarti dei link interni

Ehi, sai che i link possono provenire anche dall’interno del tuo sito? Certo, non avranno la stessa importanza e lo stesso peso di quelli che arrivano dall’esterno, ma potranno sicuramente aiutare a spiegare al motore di ricerca che quella pagina puntata parla esattamente di quello (ovvero di quanto indicato dalla tua ancora).

consigli seoImmagine tratta da blogail.com

49) Non lasciare che gli altri usino il tuo materiale senza citarti

Tu produci dei contenuti affinché gli altri utenti del web possano servirsene. Più alta sarà la qualità di quei contenuti, maggiore sarà il numero degli utenti che li leggeranno. In tanti casi qualcuno vorrà usare quei contenuti, magari prelevando dal tuo sito un’infografica, un’immagine o un grafico. In questo caso, oltre ad essere soddisfatto di te stesso nel vedere il tuo lavoro così apprezzato, dovresti ricordare a chi sta utilizzando il tuo materiale di citare la fonte con un link diretto.

50) Guest post: puoi scrivere anche per qualcun altro

Sì, lo so, spesso è difficile trovare tempo per scrivere per il proprio blog, figurarsi quanto è facile scrivere anche per qualcun altro. Eppure in questa lista di consigli SEO non poteva certo mancare quello che ti spinge a scrivere dei contenuti per qualche altro portale più o meno autorevole del tuo medesimo settore. In questo modo riuscirai ad espandere la tua popolarità e quella del tuo brand, oltre al guadagnare dei link altamente rilevanti – sarai tu, infatti, a scegliere anche eventuali link interni al testo. Che dici, sei disposto a investire qualche ora del tuo tempo in questo modo?

51) Cerca di trasformare le tue menzioni in link

Beh, non tutte le volte che qualcuno parla di te in rete viene anche usato un link. Forse domani qualcuno parlerà dei tanti consigli SEO di Roberto Serra senza però mettere un link verso questa pagina. E magari il giorno dopo lo farà qualcun altro. Bene, ci mancherebbe… ma non benissimo. Se la pensi come me, puoi tenere monitorate tutte le menzioni del tuo brand per poi andare a domandare di volta in volta un link alla tua pagina.

52) Contenuti freschi? Link freschissimi!

Ti ho già detto che, in determinati casi, puoi domandare direttamente agli amministratori degli altri siti web di linkare le pagine del tuo sito che parlano degli argomenti da loro stessi trattati. Ma in quale momento quelle persone saranno maggiormente disposte a creare un link verso il tuo portale? Te lo dico io: nelle primissime ore dopo aver pubblicato il loro nuovo contenuto.

Per questo motivo il mio consiglio è quello di creare un alert via email – puoi farlo con Google Alert – che ti avvisi ogniqualvolta qualcuno userà una determinata keyword in un nuovo contenuto. Una volta ricevuta l’email di notifica, ti basterà esaminare il contenuto indicato e – se soddisferà i tuoi requisiti – domandare all’amministratore di creare un link verso una tua pagina specifica. Facile, no?

53) Riproponi i tuoi migliori contenuti sotto nuove vesti

No, non ti sto dicendo di ripubblicare il tuo contenuto svariate volte sul tuo sito web. Per carità, non sia mai. Potresti però trasformarlo in qualcos’altro e riproporlo alla tua audience.

Io, per esempio, potrei prendere questo lunghissimo post sui consigli SEO e trasformarlo in una presentazione su SlideShare. O magari potrei creare un’infografica formato poster. Le opportunità sono del resto infinite: si va dal podcast audio al video tutorial, e chi più ne ha più ne metta.

54) Stesso contenuto, altro canale

Sopra ti ho consigliato di cambiare veste al tuo contenuto. E se invece decidessi di metterlo su un altro canale? Per creare nuovo pubblico – e quindi nuovi link – potresti pubblicare il medesimo contenuto su delle piattaforme con un’alta Domain Authority, come LinkedIn Pulse, Medium e via dicendo. Non avere paura per il contenuto duplicato: basta un prezioso link verso la tua versione originale e risolverai completamente il problema.

54) Sfrutta Wikipedia, ma senza esagerare

consigli seo 

Il bello di Wikipedia è che è costruita da tutti. Chiunque può infatti andare su Wikipedia e creare o modificare una voce; sarà poi il popolo, in caso, a correggere o segnalare eventuali errori o mancanze. Questa è un’opportunità da non perdere per chi è alla ricerca di link da fonti autorevoli. Sei un esperto della tua nicchia? Allora vai su Wikipedia e condividi le tue conoscenze, allegando in nota un link al tuo sito. Per farlo, però, è necessario offrire qualcosa di veramente utile e originale al pubblico. Soprattutto, non bisogna esagerare. Ricevere un link da Wikipedia non è affatto semplice ma posso assicurarti che non è affatto impossibile.

55) Fai sentire la tua voce

In quanto esperto puoi fare sentire la tua voce anche su tanti altri portali, non solo su Wikipedia. Molto probabilmente su Quora e sui forum di settore ci sono tanti utenti ai quali le tue competenze e le tue opinioni possono risultare utili o piacevoli. E si sa, insieme alle tue risposte e ai tuoi thread un bel link al tuo sito “per approfondire” non può certo mancare.

E) Consigli SEO: i dettagli contano

Bene, fin qui hai visto tutti i consigli SEO per creare dei contenuti capaci di scalare le SERP e di attirare tanti backlink. Ma non è finita qui. No, perché anche i dettagli hanno la loro importanza, così come i tecnicismi. Sei pronto a sporcarti un po’ le mani con alcuni consigli SEO più tecnici?

Occhio, non scappare subito: vedrai che è tutto più semplice rispetto a quanto può sembrare a prima vista!

56) WWW… o no?

Sì, Google è intelligentissimo, Google ci sta dando dentro con l’intelligenza artificiale e con il machine learning… ma Google ha ancora dei problemi a capire che il sito www.consigliSEO.it/url e il sito consigliSEO.it/url sono la stessa cosa.

Insomma, per quanto sia intelligente è possibile che il motore di ricerca pensi di ritrovarsi di fronte a due pagine separate e – quel che è peggio – duplicate. Vuoi eliminare questo possibile misunderstanding? Bene, allora vai di 301 redirect sull’opzione che non stai utilizzando, definendo se il tuo sito è www o meno su Google Search Console.

57) Il rel canonical è tuo amico: usalo!

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Restiamo sullo scottante tema dei contenuti duplicati. Ipotizziamo che il tuo portale abbia dei contenuti molto simili o persino identici. Nel caso degli e-commerce, questo può accadere quando ad esempio viene generata una pagina per ogni variante di prodotto. Immagina una t-shirt con 10 colori: generando 10 pagine avremo 10 duplicati, ma qual è il contenuto originale? Ecco, il rel canonical serve esattamente a dare a Google questa indicazione.

Cosa puoi fare per evitare che Google parta con una bella penalizzazione? Beh, puoi usare il tag rel canonical, che va a dire a Google a quale pagina appartiene il contenuto originale. La costruzione è questa: 

link rel=”canonical” href=”http://www.mioportale.it/paginacanonica/” 

Chiaro?

58) Dona al tuo sito una struttura intelligente anche lato SEO

Il motore di ricerca apprezza quello che piace anche ai tuoi utenti, ovvero una struttura semplice, intuitiva e facilmente navigabile. Questo vuol dire, per esempio, che ogni pagina deve essere a massimo due o a tre click di distanza dalla Homepage e che le pagine più importanti devono avere diversi accessi. 

Chiaro, no?

59) Un altro amico che forse non sapevi di avere: il robot.txt

Tu non vuoi che lo spider di Google vada proprio dappertutto. Fidati, non lo desideri proprio, anche perché è nel tuo interesse non far perdere tempo al motore di ricerca: tu vuoi che il crawler rilevi quanto più possibile del tuo sito e che non sprechi secondi preziosi sulle pagine inutili! Per questo motivo dovresti creare un bel file robot.txt, ovvero poche righe di codice html molto semplici che suggeriscono a Google cosa leggere e cosa invece tralasciare.

Vuoi sapere come ottimizzare al meglio questo file? Leggi l’approfondimento: Robots.txt, questo sconosciuto: ecco come ottimizzarlo.

60) E la mappa del tuo sito?

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Sai cosa fa lo spider di Google dopo aver dato un’occhiata al tuo robots.txt? Te lo dico io: va a guardare la tua sitemap, ovvero quel file che contiene tutti i link del tuo sito e che lo aiuta dunque a destreggiarsi tra le varie pagine da scansionare. Vuoi un ulteriore consiglio? Ricordati di inserire nel tuo file robots.txt l’indirizzo della tua sitemap, così da facilitargli ancora di più la vita!

61) Cercati su Google e scopri eventuali mancanze

Quali pagine del tuo sito sono indicizzate da Google? E quali invece sono nella completa oscurità? Scoprirlo è semplicissimo e molto veloce.

Ti basterà infatti scrivere scrivere su Google la querysite:ilmiodominio.com. Ad esempio: site:roberto-serra.com

In questo modo stai chiedendo a Google di mostrarti tutte le pagine contenute nell’indice esclusivamente per quel dominio di riferimento.

62) Lasciati consigliare da Google in persona

E se Google ti potesse dire direttamente in faccia quale migliorie apportare al tuo sito web? E se fosse quindi proprio lui, il giudice supremo del tuo lavoro, a darti alcuni tra i migliori consigli SEO per ottimizzare il tuo portale? Beh, in realtà qualcosa di simile accade già oggi, attraverso la Google Search Console. Questo strumento gratuito, infatti, segnali gli eventuali errori presenti nel tuo sito, andando a pescarli direttamente dai rapporti del crawler.

63) Ipotesi CDN (Content Delivery Network)

Sì, il tuo sito in quanto tale è virtuale. Ma in realtà deve pur sempre essere localizzato da qualche parte nel mondo, in un preciso server. Ecco, ipotizziamo che il tuo portale sia ospitato da un server nell’Europa Centrale. Un utente che visiterà il tuo sito dalla Danimarca potrà contare su una certa velocità di caricamento, mentre invece un utente che accederà alle tue pagine dalla Cina o dall’Argentina dovrà per forza di cose scontrarsi con un lungo viaggio dei dati, il che si tramuterà in tempistiche più dilatate.

Vuoi assicurarti che anche gli utenti più lontani da te possano godere di caricamenti veloci, così da non minare la SEO del tuo sito? Bene, allora ti consiglio di prendere in considerazione una CDN (Content Delivery Network), ovvero una serie di possibili localizzazioni del mondo su cui ridistribuire i contenuti del tuo server e che non richiedono aggiornamenti continui in cache. In questo modo la velocità di caricamento sarà garantita per chiunque, ovunque. Tra le più popolari puoi trovare:

  • https://aws.amazon.com/it/cloudfront/
  • https://www.cloudflare.com/

Io personalmente utilizzo la CDN di Amazon, ma a seguito di diversi test posso dirti che anche Cloudflare si comporta bene.

64) Un certificato SSL per il tuo sito

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A partire da gennaio 2017 Google ha iniziato a penalizzare – sensibilmente – i siti che non hanno attivato un certificato SSL, ovvero un protocollo che ha il compito di criptare i dati raccolti dal tuo sito di modo che nessun altro possa avervi accesso. Come puoi immaginare questo certificato assume una particolare importanza nel caso degli e-commerce perché garantisce un alto livello di sicurezza agli utenti. Tra i miei consigli SEO, dunque, compare anche questo: rendi più sicuro il tuo sito con un certificato SSL.

F) Consigli SEO: il tuo atteggiamento

Sì, i consigli SEO che ti voglio dare qui, in fase di chiusura, riguardano un po’ il tuo sito e un po’ il tuo modo di pensare. Forza, che siamo quasi arrivati alla fine della lista di consigli SEO!

64) Spiana la strada a chi vuole condividere i tuoi contenuti

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Non andare in confusione: le condivisioni sui social media non hanno – per ora – un’influenza diretta sul posizionamento e sulla SEO. Ma questo non vuol dire certo che non ci sia una relazione indiretta. Anzi, c’è eccome!

Più condivisioni avrai, più persone leggeranno i tuoi contenuti, maggiori saranno le tue visualizzazioni e – probabilmente – i tuoi backlink. Se tu condividi il tuo contenuto sui social network, lo farà anche qualcun altro: soprattutto agli inizi, se non sarai tu a portare quella pagina su Facebook o su LinkedIn, molto probabilmente non lo farà nessun altro.

Non è certo tutto qui. Oltre a condividere i tuoi contenuti, devi mettere in bella mostra sul tuo sito i pulsanti per la condivisione sui vari social network, in modo da invitare l’utente a farlo. E sai qual è un trucco sempre valido per ricevere più condivisioni e like sui social? Usa delle immagini belle e coinvolgenti, capaci di attirare l’attenzione degli utenti mentre quelli scrollano velocemente e distrattamente le loro bacheche.

65) Mantieni tutto sotto controllo

Per ottimizzare il tuo sito web non basta lavorare a testa bassa e ciecamente, continuando a creare contenuti un giorno dopo l’altro. No, devi ritagliarti del tempo per monitorare le performance di ogni singola pagina, dalle visualizzazioni in poi. Immagina per esempio di aver inserito nel tuo sito un particolare link verso un altro sito, il quale sta convogliando tantissimo traffico in quella direzione. Senza monitorare il tuo sito potresti non accorgertene nemmeno. Sapendolo, invece, potresti chiedere a quel sito – evidentemente legato al tuo topic – di ricambiare il favore.

66) Non scordarti dei possibili hack

Proprio così: mentre tu lavori per ottimizzare al meglio il tuo sito, mettendo in pratica tutti i miei consigli SEO, forse qualcuno ha già hackerato il tuo sito, portando Google a rimuovere il tuo portale dalla SERP. Vuoi dire addio a tutto il traffico di origine organica? Sono sicuro di no. Per questo motivo dovresti assolutamente controllare che il tuo sito sia libero da hack. Come puoi fare? Beh, in rete ci sono diversi tool che ti possono aiutare: io ti consiglio lo strumento messo a disposizione da Sucuri.

67) Non smettere mai di studiare e di aggiornarti

Direi che se sei arrivato fino a qui leggendo i miei consigli SEO, molto probabilmente sai già quanto è importante studiare le tecniche SEO per migliorare le performance dal tuo sito. Continua così, impara settimana dopo settimana nuovi trucchi e nuove strategie SEO per il tuo portale.

68) Dai tempo al tempo

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Come da titolo, qui abbiamo parlato di consigli SEO, non di advertising o di pay per click. E i risultati, quando si parla di SEO, non possono essere immediati ma, al contrario di quelli dell’advertising, sono duraturi! Insomma, non essere impaziente: vedrai che i tuoi sforzi verranno ripagati!

69) Non cercare di fregare Google

Strategie artificiose e spinte di link building (ma non solo) portano tantissimi amministratori di siti a venire piallati da Google. Quando hai dei dubbi, domandati se quello che stai facendo sta portando un qualche tipo di valore all’utente: se non è così, molto probabilmente stai facendo qualcosa che potrebbe far storcere il naso ai motori di ricerca.

70) Non fare spam

Direi che si commenta da solo, non è vero?

Bene, siamo giunti fino alla fine di questo lunghissimo post dedicato ai consigli SEO: ora non ti resta che metterli in pratica!

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